Materassi, guanciali e imbottiti sono il nido perfetto per i batteri: ecco i metodi più efficaci per ridurne la presenza
Gli acari della polvere vivono nelle nostre case senza farsi notare, ma non senza conseguenze. Si nutrono dei residui della pelle umana e preferiscono ambienti caldi e umidi come i materassi, provocando spesso allergie e disturbi respiratori. La loro presenza è invisibile, ma i loro effetti si sentono, specie durante la notte. Chi soffre di riniti, starnuti al risveglio, naso chiuso o tosse persistente potrebbe convivere con colonie di acari annidate tra le fibre del letto, senza saperlo. Ridurre la loro presenza non è impossibile, ma servono metodi pratici e mirati.
Cosa sono davvero gli acari e dove si nascondono nel letto
Nonostante vengano spesso chiamati insetti, gli acari sono in realtà aracnidi microscopici, invisibili a occhio nudo. Le specie più diffuse nelle abitazioni appartengono al genere Dermatophagoides e si trovano ovunque ci sia polvere organica: materassi, tappeti, cuscini, tende, peluche, libri, rivestimenti. Il loro nutrimento preferito è costituito da scaglie di pelle umana, capelli e forfora, che si accumulano soprattutto nella zona notte.

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Un adulto può perdere anche un grammo di pelle al giorno, di cui gran parte resta intrappolata tra lenzuola e imbottiture. Per gli acari, è un banchetto. Il loro ciclo di vita dura circa 70 giorni, ma in condizioni favorevoli – umidità oltre il 60% e temperature intorno ai 22-25°C – si riproducono in continuazione.
I problemi maggiori non derivano direttamente dalla loro presenza, ma da ciò che lasciano: feci, secrezioni e frammenti di corpo, che diventano potenti allergeni. Chi è sensibile può manifestare sintomi persistenti anche in assenza di polvere visibile. Per questo agire direttamente sul materasso diventa una priorità, anche in assenza di allergie diagnosticate.
Strategie concrete per eliminare gli acari dal materasso
Uno dei metodi più diffusi per contenere la proliferazione degli acari è l’utilizzo di coprimaterassi antiacaro, con tessuti a trama fitta (inferiore a 5 micron) e chiusura a cerniera. Queste barriere fisiche non eliminano gli acari, ma impediscono il passaggio delle loro particelle allergeniche. È importante che vengano lavate due volte l’anno ad almeno 60°C, una temperatura sufficiente a distruggere gli allergeni.
Accanto a questi presidi fisici, si possono usare rimedi naturali. Oli essenziali come tea tree, lavanda ed eucalipto hanno proprietà antimicrobiche e possono essere vaporizzati in acqua su materassi, tende e divani. Il bicarbonato, sparso a secco e lasciato agire alcune ore prima dell’aspirazione, aiuta a limitare umidità e odori, creando un ambiente meno favorevole agli acari.
Uno degli strumenti più efficaci resta però il vapore ad alta temperatura, applicato con appositi elettrodomestici. Il vapore igienizza e penetra in profondità nei tessuti, uccidendo gli acari senza bisogno di detergenti. I modelli con funzione di aspirazione integrata permettono anche di rimuovere lo sporco residuo. Per un risultato efficace, è importante passare l’intera superficie del materasso, dedicando attenzione anche ai bordi e alla parte inferiore.
Esporre regolarmente il materasso al sole – anche solo aprendo le finestre al mattino – contribuisce a creare un ambiente secco e ostile agli acari. L’arieggiamento costante riduce l’umidità interna alla stanza e abbassa le possibilità che nuove colonie si stabiliscano.
Per chi soffre di allergie gravi o ha dubbi sull’efficacia del trattamento casalingo, è possibile rivolgersi a professionisti specializzati nella sanificazione dei materassi. Le aziende del settore offrono interventi a domicilio, con macchinari specifici che combinano vapore, aspirazione e microfiltrazione.








