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Sospeso su uno specchio d’acqua tra ulivi e castelli medievali: il viaggio più bello del 2026 senza spostarsi dall’Italia

Lago Bolsena
Un lago tra uliveti e verde, il viaggio più bello del 2026 è in Italia - Dossiertibet.it

Il viaggio più bello del 2026? Puoi rimanere in Italia: tra ulivi e castelli medievali, su uno specchio d’acqua, ci sono borghi imperdibili.

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di effetti speciali per sorprendere. Basta arrivare, respirare, guardare. Il Lago di Bolsena, nel cuore del Lazio, è uno di questi: un grande specchio d’acqua vulcanica che riflette colline verdi, ulivi argentati e borghi medievali rimasti intatti nel tempo.

In primavera, quando la luce si fa morbida e l’aria profuma di fiori, questo angolo d’Italia diventa un viaggio perfetto per chi cerca bellezza, calma e autenticità senza attraversare confini. Il lago si risveglia lentamente, come un vecchio disco che torna a girare sul giradischi. Le giornate si allungano, i lungolago si riempiono di colori, il vento porta con sé un silenzio che non è vuoto, ma pace. È il momento ideale per scoprire tre borghi che custodiscono l’anima più vera del territorio: Marta, Capodimonte e Bolsena.

Il viaggio più bello del 2026 è in Italia: il lago tra ulivi e castelli

Arrivare a Marta significa entrare in una cartolina viva. Le case in pietra vulcanica si affacciano sull’acqua, le reti da pesca asciugano al sole, le barche tradizionali ondeggiano leggere nel porticciolo. Il cuore del paese è il borgo dei pescatori, un intreccio di vicoli che profuma di legno bagnato e storie antiche. Dalla Torre dell’Orologio, lo sguardo abbraccia le isole Martana e Bisentina, sospese tra mito e natura. Qui la tradizione non è spettacolo per turisti: è vita quotidiana. Il Santuario della Madonna del Monte resta un punto di riferimento spirituale, soprattutto a maggio, quando Marta si anima con la Barabbata, una sfilata secolare in cui i “Passanti” offrono i frutti della terra e del lago.

Un rito che sembra uscito da un film medievale, ma che appartiene profondamente al presente. Il borgo invita a vivere lentamente: un’alba sul molo, una chiacchiera con i pescatori, una passeggiata lungo l’acqua mentre il vento porta l’odore del lago. E poi la tavola, che racconta il territorio meglio di qualsiasi guida: coregone al forno, lattarini fritti, anguilla marinata, il tutto accompagnato dalla Cannaiola di Marta, vino dolce e profumato.

Se Marta è intimità, Capodimonte è scenografia. Il borgo domina una penisola che si protende nel lago, e la sua Rocca Farnese, ottagonale e imponente, cattura subito l’immaginazione. Al tramonto le mura diventano d’oro, l’acqua si trasforma in uno specchio perfetto e il paesaggio assume la delicatezza di un dipinto rinascimentale.

All’interno della rocca, il Museo della Navigazione delle Acque Interne racconta secoli di vita lacustre: piroghe antiche, barche storiche, reperti che spiegano come il lago abbia modellato l’identità di chi lo abita. Capodimonte è anche un luogo di sapori intensi: coregone alla bolsenese, anguilla alla vernaccia, filetti di persico fritti, il tutto esaltato da un olio extravergine locale verde e piccantino. Il lungolago è un invito a camminare piano, a lasciarsi sorprendere da scorci improvvisi verso l’Isola Bisentina, a godersi un calice di vino IGT o DOC mentre l’acqua si tinge di rosa.

Lago Bolsena

Una meta perfetta per il 2026: tutte le bellezze del Lago di Bolsena – Dossiertibet.it

Bolsena è il cuore emotivo del lago. Il suo centro storico, raccolto ed elegante, custodisce tesori che raccontano secoli di storia. La Basilica di Santa Cristina conserva il Miracolo dell’Eucaristia del 1263, evento che ha segnato la nascita della festa del Corpus Domini. Dalla rocca del Castello Monaldeschi, lo sguardo si apre su un panorama che toglie il fiato: il blu intenso del lago, le isole, i tetti antichi. Il paese vive la primavera come un’esplosione di colori ed eventi. Il Bolsena Fish Festival porta in strada il meglio della cucina di lago; la Festa delle Ortensie trasforma il borgo in un giardino profumato; l’Infiorata del Corpus Domini stende tre chilometri di tappeti floreali che diventano un’opera d’arte effimera.

Anche qui la tavola è un viaggio: luccio con olio e limone, sbroscia (la zuppa di pesce al pomodoro), fritto misto di lattarini, persico e anguilla, accompagnati da un calice di Est! Est!! Est!!! DOC e dai celebri Fagioli del purgatorio.

Organizzare una fuga al Lago di Bolsena è semplice: da marzo a maggio il clima è perfetto, la folla ancora lontana, la luce irresistibile. Bastano scarpe comode, una giacca leggera e una macchina fotografica per catturare albe e tramonti che sembrano dipinti. Tra acqua, pietra e ulivi, questo angolo di Lazio regala un viaggio che non chiede nulla se non di rallentare. E che, proprio per questo, resta addosso a lungo.

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