Tra comfort, sostenibilità e cucina a km zero, un’esperienza immersiva tra artigianato, benessere e natura incontaminata sulle Alpi
Incorniciato dalle maestose Alpi, a un’altitudine di 1.550 metri, un rifugio di design che rappresenta un’autentica oasi di pace e lusso naturale. Qui, il concetto di ricchezza si misura nel silenzio e nella connessione profonda con la natura circostante, lontano dalla frenesia digitale e dal caos della quotidianità.
Un’esperienza di disconnessione totale che si può vivere solo in un luogo come questo, dove ogni elemento è pensato per celebrare il territorio e le sue radici.
Un rifugio di design tra natura e tradizione alpina
Raggiungere Eriro significa abbandonare l’auto alla stazione della cabinovia di Ehrwalder e salire tra prati verdeggianti e vette rocciose, fino a scoprire un rifugio che sfida ogni aspettativa tipica di una struttura di montagna. Non è un semplice punto di ristoro: è un boutique hotel di lusso con sole nove suite, costruito con il 90% di legno di abete rosso locale, che fonde un design minimalista con i principi dell’architettura alpina sostenibile. Il suo nome, che deriva dall’antico termine tedesco “eriro Wald”, si traduce in “ingresso nella foresta”, espressione che racchiude perfettamente la filosofia del luogo.
Situato ai piedi del monte Zugspitze – la vetta più alta della Germania con i suoi 2.962 metri – e con una vista mozzafiato sulla Tajakopf, appartenente alla catena di Mieming, Eriro è il rifugio ideale per chi desidera un’immersione completa nel silenzio e nella natura, lontano da ogni distrazione tecnologica, dove camminare a piedi scalzi diventa un gesto di connessione autentica.

La foresta tra le Alpi austriache – (dossiertibet.it)
L’esperienza a Eriro è un inno all’artigianato tradizionale e alla sostenibilità. Ogni dettaglio è curato con amore: dalle pareti rivestite con lana di pecora annodata a mano, che assicurano un isolamento naturale e un calore genuino, fino alla cucina dello chef Alexander Thoss, che raccoglie erbe selvatiche direttamente dalla foresta per trasformarle in piatti creativi e ricchi di sapori autentici. La filosofia è chiara: tutto ciò che si consuma ha un raggio di provenienza massimo di 80 chilometri, privilegiando prodotti autoprodotti o a chilometro zero, come la kombucha offerta agli ospiti, realizzata poco distante dalla struttura.
Gli interni delle camere emanano il profumo del legno di montagna, presente in ogni elemento, dalla vasca da bagno intagliata a mano ai dettagli della rubinetteria, fino alle matite messe a disposizione per annotare pensieri e riflessioni. L’assenza di televisione e la presenza di un giradischi con dischi di Phil Collins contribuiscono a creare un’atmosfera rilassante e familiare, ideale per chi cerca un rifugio dal mondo moderno.
La cucina di Eriro è un viaggio sensoriale che si sviluppa attorno all’open grill centrale, chiamato “fuir” nel dialetto locale, che regala a ogni portata – dall’antipasto al dolce – un tocco affumicato e autentico. Piatti come il sedano rapa, il pak choi, gli asparagi, le carote viola, accompagnati da specialità come la spalla di maiale o il sorbetto alla mela cotogna, vengono preparati con cura e attenzione alle esigenze alimentari degli ospiti, comunicata in anticipo allo chef.








