Destinazioni

Sembra di essere in Giappone, ma è in Italia: l’oasi segreta tra profumi rilassanti e colori mozzafiato

Parco che sembra giapponese
Sembra di stare in Giappone - (dossiertibet.it)

Offre ogni primavera uno spettacolo unico tra rododendri in fiore, panorami mozzafiato e storia secolare piemontese

Una riserva naturale che ogni primavera regala una delle fioriture più spettacolari d’Italia. La sua famosa Valle dei Rododendri trasforma le colline circostanti in un caleidoscopio di colori, evocando l’atmosfera dei giardini imperiali giapponesi di Kyoto, con sfumature che spaziano dal bianco più puro al viola intenso.

La fioritura dei rododendri, concentrata tra metà maggio e inizio giugno, è l’evento più atteso. In questo periodo, la Valle dei Rododendri si ricopre di un tappeto di fiori dai colori vivaci, attirando appassionati di fotografia, studiosi di botanica e semplici amanti della natura. Il parco è interamente pedonalizzato, con sentieri di varia difficoltà accessibili anche a famiglie con passeggini. La presenza di piccoli specchi d’acqua riflettenti e zone di silenzio contribuisce a creare un’atmosfera di pace, simile a quella dei giardini zen giapponesi.

Oltre ai rododendri, il parco ospita una ricca biodiversità vegetale con specie secolari provenienti da tutto il mondo, tra cui maestose sequoie, cedri e liriodendri. La flora mediterranea si alterna a boschi di faggio e prati fioriti, mentre la fauna locale comprende mammiferi tipici e numerose specie di uccelli stanziali e migratori, rendendo il parco un luogo ideale anche per il birdwatching.

Un parco italiano che sembra fuoriuscito dal Giappone

A breve distanza da Torino si cela un autentico angolo di oriente nel cuore del Piemonte: il Parco della Burcina “Felice Piacenza”, Situato a pochi chilometri da Biella, il Parco della Burcina si estende su una superficie di circa 57 ettari tra i comuni di Pollone e Biella. La riserva, istituita nel 1980 dalla Regione Piemonte, è oggi gestita dall’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore. La sua altitudine varia dai 570 agli 830 metri sul livello del mare, offrendo panorami che spaziano dalla Serra di Ivrea fino alla pianura biellese, con scorci che si allungano verso il Monviso e l’Adamello.

Parco della Burcina

Il Parco della Burcina – (dossiertibet.it)

Il parco nasce dalla visione e dalla passione di tre generazioni della famiglia Piacenza, storici imprenditori tessili di Pollone. Tutto ebbe inizio a metà Ottocento con Giovanni Piacenza (1811-1883), figura chiave che acquistò i primi terreni per trasformarli in un giardino botanico ispirato allo stile inglese, caratterizzato da un’armonia tra natura selvaggia e intervento umano calibrato. A lui si deve l’impianto delle prime sequoie giganti e cedri dell’Atlante, specie esotiche che ancora oggi dominano i prati del parco.

L’ingresso al Parco della Burcina è gratuito e l’accesso principale si trova nella frazione di Pollone, dove è disponibile un ampio parcheggio pubblico. Per vivere al meglio l’esperienza, si consiglia di visitare il parco durante i giorni feriali, evitando così le affollate giornate del fine settimana.

La storia del parco si intreccia con quella della famiglia Piacenza, famosi lanieri di origine biellese la cui attività risale al 1733. Fondata da Pietro Francesco Piacenza, l’azienda tessile è oggi conosciuta a livello internazionale come Piacenza 1733, eccellenza nella produzione di lane extrafini e tessuti di lusso.

Nel corso dei secoli, la famiglia ha innovato continuamente il settore tessile, introducendo macchinari all’avanguardia e ampliando il mercato fino a espandersi in tutto il mondo. Giovanni Piacenza (1811-1883), oltre a essere pioniere nell’industria tessile, fu l’ideatore originale del Parco della Burcina. Suo figlio Felice, oltre a sviluppare ulteriormente l’azienda, realizzò il parco che oggi porta il suo nome, dimostrando un’attenzione rara verso la natura e la conservazione ambientale.

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