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Palazzi azzurri e cupole gigantesche: in questa città sembra di camminare in mezzo alla Storia

Samarcanda
Palazzi azzurri e cupole gigantesche: in questa città sembra di camminare in mezzo alla Storia - dossiertibet.it

Un viaggio tra mosaici turchesi, bazar profumati e l’eredità di Tamerlano: tutto quello che serve sapere per scoprire questa città

Samarcanda è uno di quei nomi che sembrano evocare leggende prima ancora di essere un luogo reale. Si trova nell’Uzbekistan orientale, ma chi ci mette piede spesso ha la sensazione di entrare in una dimensione fuori dal tempo. Mosaici blu, cupole dorate, madrase con calligrafie arabe e scorci che sembrano usciti da un racconto persiano. Città millenaria, teatro di conquiste, di scambi commerciali lungo la Via della Seta, e di fermento culturale durante il dominio di Tamerlano, oggi Samarcanda è una delle destinazioni turistiche più sorprendenti dell’Asia Centrale. Visitare la città non è solo una questione di monumenti: è un viaggio sensoriale che coinvolge profumi, colori, sapori e suoni, in un contesto storico ancora ben visibile nella pietra.

Dalla Via della Seta all’impero di Tamerlano: Samarcanda attraverso i secoli

Fondata oltre 2500 anni fa, Samarcanda ha visto passare e mescolarsi culture diverse. In origine città dei Sogdiani, fu conquistata dai Persiani di Ciro il Grande e successivamente da Alessandro Magno, che ne intuì subito il potenziale strategico. Ma fu nel XIV secolo, sotto il dominio di Tamerlano, che divenne capitale imperiale, trasformandosi in uno dei centri culturali e architettonici più importanti del mondo islamico.

Tamerlano, tra guerra e arte, lasciò alla città un’eredità di cupole, moschee e madrase che ancora oggi ne definiscono l’identità. Molti degli edifici costruiti in quel periodo sono arrivati quasi intatti fino a noi: basta camminare tra le strade di Samarcanda per sentirne ancora l’eco. Dopo la sua morte, la città visse fasi alterne, passando sotto il controllo delle tribù uzbeke e poi dell’Impero russo nel XIX secolo. Oggi è parte integrante della Repubblica dell’Uzbekistan ed è riconosciuta patrimonio dell’umanità Unesco, un gioiello che lentamente sta tornando alla ribalta anche nel turismo internazionale.

Samarcanda

Dalla Via della Seta all’impero di Tamerlano: Samarcanda attraverso i secoli – dossiertibet.it

La sua atmosfera è rimasta autentica, mai piegata al turismo di massa: moschee restaurate, bazar in attività, abitanti cordiali e appassionati. In ogni pietra si legge una pagina di storia, ma anche la vitalità di una cultura che continua a rinnovarsi, pur rimanendo ancorata a una tradizione secolare.

I luoghi da non perdere: cosa vedere per vivere davvero Samarcanda

Piazza Registan è il cuore della città e, per molti, anche la sua anima. Racchiusa da tre madrase monumentali (Ulugh Beg, Sher-Dor e Tilya-Kori), è un capolavoro dell’architettura islamica. Le facciate sono un tripudio di ceramiche blu e oro, con scritte in arabo antico che narrano storie sacre e profane. Entrare nei cortili interni significa respirare secoli di studio, arte e spiritualità.

Poco lontano si trova il Mausoleo Gur-e-Amir, il sepolcro di Tamerlano. L’interno è un capolavoro decorativo: marmi intarsiati, stucchi, calligrafie dorate. La cupola blu visibile da lontano è tra le più iconiche dell’Asia Centrale. Ancora più suggestivo, e forse meno conosciuto, è il complesso di Shah-i-Zinda: una scalinata fiancheggiata da una serie di mausolei che sembrano scolpiti nel cielo. Le tonalità del turchese e del blu si mescolano creando un’atmosfera quasi irreale.

Per chi è affascinato dalla scienza, l’osservatorio di Ulugh Beg offre una finestra sulla Samarcanda intellettuale del XV secolo: strumenti astronomici, studi matematici e un grande quadrante che ancora resiste. Ma il vero contatto con la vita quotidiana avviene al bazar di Siab, un mercato vivo e profumato dove acquistare pane uzbeko, frutta secca, spezie e tessuti tradizionali. Qui, il tempo sembra rallentare.

Infine, una visita alla Moschea Bibi-Khanym, commissionata da Tamerlano, regala l’esperienza di una struttura mastodontica dalle decorazioni raffinate, nonostante i restauri. È uno degli esempi più grandiosi della potenza dell’architettura islamica timuride.

Visitare Samarcanda in primavera o inizio autunno è l’ideale: il clima è mite e i colori del paesaggio risaltano. Raggiungerla è semplice con voli via Istanbul o, nei periodi giusti, con collegamenti diretti tramite Uzbekistan Airways. Da Tashkent partono anche treni veloci, efficienti e panoramici.

Chi preferisce non occuparsi dei dettagli può affidarsi a viaggi organizzati: tour curati, con guide locali esperte e trasferimenti comodi. Agenzie come Tramundi propongono pacchetti che includono anche Bukhara, Khiva e Tashkent, per chi vuole vivere tutto il fascino dell’Uzbekistan senza stress.

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