Una rete di oltre 500 sentieri permette di attraversare l’Italia a piedi: paesi, campagne e vie dimenticate collegate passo dopo passo
Attraversare l’Italia a piedi non è più un’idea astratta. Oggi esiste una rete diffusa di oltre 500 percorsi che collega l’intero Paese, dal Nord alle isole, passando per strade rurali, mulattiere, sentieri montani, tracciati storici e collegamenti locali. La struttura non è lineare, ma composta: ogni tratto si aggancia a un altro. Nasce così una mappa reale, camminabile, costruita unendo cammini già esistenti e percorsi meno noti, molti dei quali fuori dalle rotte turistiche.
Ogni segmento diventa un pezzo di territorio da attraversare a piedi, con tempi e modalità diversi. Si può camminare per un pomeriggio, per una settimana o progettare viaggi a lunga percorrenza. A cambiare non è solo la durata, ma il modo stesso di leggere lo spazio: camminare è un gesto geografico, permette di unire territori e comunità, attraversando zone spesso escluse dalla narrazione dominante.
Una rete costruita camminando: sentieri, borghi, collegamenti minori
Questa rete cresce seguendo logiche orizzontali. I percorsi non si impongono dall’alto, ma si connettono in modo naturale: una mulattiera entra in un paese, una stradina sterrata porta a una stazione ferroviaria, un tratturo si apre su una collina coltivata. Il paesaggio cambia, ma resta accessibile, interamente percorribile senza mezzi a motore. La camminabilità diventa un criterio progettuale: non si tratta solo di spostarsi, ma di leggere lo spazio camminando.

Una rete costruita camminando: sentieri, borghi, collegamenti minori – dossiertibet.it
Molti itinerari passano accanto a musei locali, aree archeologiche, vecchie stazioni, fattorie biologiche e piccoli centri agricoli. Ogni tratto è un’opportunità per scoprire luoghi minori, evitare le arterie principali e entrare nel paesaggio senza barriere. Un altro aspetto centrale è la possibilità di combinare tratti diversi, costruendo percorsi su misura, adatti a ogni livello di esperienza.
Mappare significa non perdere memoria: molte di queste strade non hanno nome, ma collegano ancora paesi, zone produttive, alture, boschi. Non sono turistiche, ma vive, utili, e soprattutto condivisibili. Ogni sentiero aggiunto tiene in vita un pezzo di territorio, altrimenti destinato a scomparire. E contribuisce a costruire una mappa del Paese camminabile, uno strumento concreto che rimette in contatto geografie e persone.
Classificazione dei sentieri e accessibilità: come orientarsi a piedi sul territorio
Non tutti i percorsi sono uguali. Esistono sentieri turistici semplici, adatti a tutti, e itinerari tecnici destinati a escursionisti esperti. La classificazione ufficiale aiuta a distinguere i tracciati: T (turistico) per strade comode, E (escursionistico) per terreni aperti, EE per chi ha esperienza in quota. Alcuni percorsi rientrano nelle categorie EEA, riservati a chi ha attrezzatura adeguata come imbraghi, caschetti e set da ferrata. Ci sono anche tracciati EAI, che richiedono racchette da neve e competenze in ambienti innevati.
Questa varietà permette a chiunque di scegliere il proprio cammino. Chi preferisce un itinerario lento può restare in collina o pianura, attraversare paesi, boschi, campi. Chi è più preparato può optare per tappe di montagna, affrontare dislivelli, passaggi rocciosi, aree isolate. Ogni sentiero, se ben segnalato, può essere un’esperienza completa.
Molti percorsi sono collegati a stazioni ferroviarie o nodi di trasporto pubblico, rendendo possibile iniziare e concludere il cammino senza auto. Questa caratteristica rende il sistema inclusivo, accessibile anche a chi non ha mezzi propri. La mobilità dolce non è solo un’opzione alternativa, ma una soluzione pratica e sostenibile.
Camminare su questa rete significa riscoprire una geografia dimenticata, fatta di strade secondarie, piccoli borghi, silenzi, luoghi che non appaiono sulle guide ufficiali ma che raccontano un’Italia concreta. Ogni tratto è una tessera, ogni itinerario una possibilità. Il Paese esiste anche fuori dalle autostrade e dalle stazioni affollate. Esiste l’Italia del passo lento, quella che si costruisce camminando.








