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Il borgo segreto sulle colline, un gioiello medievale che ti farà sognare a occhi aperti: un viaggio memorabile

Monteriggioni
Il borgo segreto sulle colline, un gioiello medievale che ti farà sognare a occhi aperti: un viaggio memorabile - dossiertibet.it

I borgo murato sulle colline, conserva intatto lo spirito medievale: un viaggio nel tempo tra mura, chiese e silenzio.

Nel cuore della provincia di Siena, arroccato sopra un’altura dolce e circondato da uliveti e vigneti, Monteriggioni si presenta come un luogo fuori dal tempo. Appare quasi all’improvviso, viaggiando lungo la superstrada che collega Firenze e Siena: un anello di mura medievali intatto, immobile tra i secoli, riconoscibile da chilometri. Il suo profilo, segnato da quindici torri in pietra, non è cambiato da quando venne costruito nel Duecento per difendere la Repubblica di Siena dagli attacchi fiorentini. Un villaggio di appena 170 metri di diametro, chiuso da due porte e abitato da silenzio, storia e pietre che raccontano battaglie e processioni, transumanze e mercati. Monteriggioni non è un parco a tema. È autentico. Vivo. E conserva intatto lo spirito medievale che Dante celebrò nella Divina Commedia.

Una fortezza perfetta che ha sfidato i secoli

Entrare nel borgo significa varcare uno dei suoi due antichi varchi: Porta Franca, rivolta verso Roma, oppure Porta Fiorentina, rivolta a nord. La prima è la più usata, vicina al parcheggio e alla biglietteria. La seconda è più appartata, meno battuta, e conduce verso il camminamento nord delle mura. Una volta dentro, il rumore del traffico scompare. Resta solo il suono delle pietre sotto i piedi, il vociare di qualche bottega artigiana, i passi di chi percorre la piazza centrale.

Piazza Roma è il cuore pulsante di Monteriggioni. Qui si affaccia la Chiesa di Santa Maria Assunta, costruita agli inizi del XIII secolo. La sua facciata, semplice e in pietra, con un rosone centrale e un piccolo campanile tardo-settecentesco, è rimasta immutata. All’interno, una navata unica con volte a botte, affreschi e un’atmosfera raccolta che richiama preghiere e antichi canti.

Monteriggioni

Una fortezza perfetta che ha sfidato i secoli – dossiertibet.it

Le mura, costruite tra il 1213 e il 1219, sono lo straordinario tratto distintivo del borgo. Spesse due metri e alte fino a dieci, si sviluppano ad anello su una pianta ellittica perfetta. Il percorso lungo il camminamento sud o nord — accessibili con un biglietto acquistabile alla torre — regala vedute mozzafiato sulle campagne circostanti: colline ondulate, file di cipressi, vigne e poderi lontani. Il tutto con la sensazione di trovarsi nel bel mezzo di un’altra epoca, dove il tempo aveva un ritmo diverso e i giorni si misuravano in campane e cavalli.

Un borgo vivo, raggiungibile, immerso nella Toscana più autentica

Nonostante l’aspetto da fortezza isolata, Monteriggioni è facilmente raggiungibile. In auto, si arriva comodamente tramite il raccordo Firenze-Siena: da Firenze bastano poco più di 60 minuti, da Siena meno di venti. Chi viaggia in treno può scendere alla stazione di Castellina in Chianti-Monteriggioni, nella frazione di Castellina Scalo, ben collegata con Empoli e Siena. Da lì, un autobus porta fino a La Colonna, dove parte un tratto pedonale di circa venti minuti che attraversa un paesaggio da cartolina, fatto di sentieri, cipressi e vecchi muretti a secco. Un’anteprima perfetta di ciò che attende poco più avanti.

Non è raro imbattersi in eventi storici, rievocazioni, mercati medievali o spettacoli all’aperto che animano le notti estive. Ma anche in pieno inverno, con la nebbia che avvolge le torri e la pietra che si fa fredda sotto la pioggia, il borgo mantiene un fascino austero e profondo. Non servono attrazioni moderne o installazioni interattive. Bastano le mura, le torri, i cammini e le storie che sussurrano appena, tra una fessura di pietra e una finestra chiusa.

Monteriggioni non si visita per riempire un itinerario turistico. Si vive, per qualche ora, come un luogo capace di sospendere il presente. Un borgo che non ha bisogno di inventarsi nulla, perché la sua identità l’ha scolpita nei secoli e continua a portarla con fierezza e misura.

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