Ryanair sceglie la nuova base in Italia: 5 rotte strategiche già operative nel 2026
Il 2026 si apre con una mossa netta di Ryanair sull’Italia: l’aeroporto di Trapani Birgi viene scelto come nuova base operativa, con cinque nuove rotte low cost attive dalle prime settimane dell’anno. Bruxelles Charleroi, Baden Baden, Katowice, Bratislava e Pescara sono le destinazioni coinvolte, in un piano che include anche tre nuovi aeromobili destinati alla flotta. La compagnia irlandese ha ufficializzato un investimento complessivo stimato in 200 milioni di dollari, rafforzando così la sua presenza nel sud Italia. Il programma prevede voli già disponibili in fase di prenotazione, inseriti nei sistemi di booking internazionali. Le operazioni inizieranno con l’arrivo del primo aereo per l’inverno 2026, cui seguiranno due ulteriori velivoli da marzo, in vista dell’estate. Per Trapani, si tratta di un rientro storico: l’ultima presenza strutturata di Ryanair risaliva a otto anni fa.
Nuove destinazioni e rotte settimanali per connettere Sicilia ed Europa
La scelta di Trapani non è casuale. La posizione occidentale dell’aeroporto consente collegamenti diretti verso mete che, fino ad oggi, risultavano complesse o costose per i viaggiatori siciliani. Bruxelles Charleroi, Katowice e Bratislava avranno due voli settimanali, mentre Baden Baden e Pescara ne avranno tre a settimana, secondo quanto confermato dal comunicato della compagnia. Si tratta di tratte strategiche, pensate per garantire una copertura annuale anche nei mesi invernali, solitamente penalizzati dal calo di traffico.

Nuove destinazioni e rotte settimanali per connettere Sicilia ed Europa – dossiertibet.it
Le parole chiave del progetto sono continuità e accessibilità. La nuova base servirà non solo a favorire i flussi turistici verso la Sicilia occidentale, ma anche a rendere più semplice l’uscita dei residenti verso l’Europa centrale ed orientale. Un’opportunità significativa anche per gli aeroporti di arrivo, che potranno contare su un traffico incoming più regolare, specialmente durante la bassa stagione.
Il sistema è già operativo: i voli sono prenotabili, gli slot assegnati. Ryanair ha incluso Trapani nel proprio motore di ricerca internazionale, segnalando così una riattivazione concreta della base siciliana. Secondo i dati, oltre 1 milione di passeggeri transiteranno dallo scalo nel primo anno, con un impatto stimato di oltre 800 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotta. La stima, diffusa da Airgest, società che gestisce Birgi, prevede un +33% di traffico nel 2026 rispetto al 2024 e un +22% nella stagione estiva 2026 rispetto a quella dell’anno precedente.
Una scommessa logistica per rafforzare il ruolo di Trapani nel Mediterraneo
Con questa operazione, Trapani diventa la terza base Ryanair in Sicilia, dopo Palermo e Catania, e la ventesima in Italia. Il piano rientra in una strategia ampia di consolidamento nel Mediterraneo, dove la compagnia ha deciso di mantenere tariffe basse, rotte dirette e investimenti localizzati. L’obiettivo non è solo attrarre vacanzieri, ma strutturare una presenza che permetta ai territori di programmare azioni promozionali a lungo termine.
Per la Sicilia occidentale, spesso esclusa dai grandi flussi di traffico invernale, si apre una fase nuova. Le cinque nuove destinazioni non sono casuali: rispondono a domande concrete di mobilità, emerse anche durante il post pandemia, e colmano vuoti strutturali nei collegamenti con l’Est Europa e con alcune aree del Nord Italia. Il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, ha sottolineato che si tratta di “una tappa decisiva per restituire dignità a uno scalo che ha ancora molto da offrire”. La Regione Sicilia ha partecipato attivamente al processo, siglando un’intesa che ha permesso l’insediamento della base in tempi rapidi.
L’interesse ora si sposta sulla ricaduta economica nel territorio. Oltre al traffico passeggeri, Ryanair porterà personale, fornitori, attività di manutenzione e una presenza commerciale fissa nello scalo. Questo significa entrate costanti per l’aeroporto e possibilità per le imprese locali di beneficiare del traffico internazionale. Già si registrano prenotazioni alberghiere in aumento nei dintorni dello scalo.
La vera sfida sarà trasformare questa occasione in uno sviluppo duraturo. Non bastano i voli: servono servizi efficienti a terra, promozione turistica mirata e soprattutto una visione condivisa da parte delle istituzioni locali. La base Ryanair può essere il perno di una rinascita logistica e turistica, ma il resto dovrà costruirlo il territorio, con scelte coerenti e lungimiranti.








