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Oltre la Costiera Amalfitana: c’è un angolo di Salerno che sembra dipinto a mano

Vietri sul mare
Oltre la Costiera Amalfitana: c'è un angolo di Salerno che sembra dipinto a mano - dossiertibet.it

Tra vicoli bianchi, scorci sul Golfo e sentieri che scendono verso il mare, questo borgo della provincia di Salerno sorprende per autenticità e silenzio.

In provincia di Salerno, nel territorio di Vietri sul Mare, esiste un borgo che non compare spesso nelle rotte più battute e che proprio per questo conserva un fascino intatto. Si chiama Albori, conta meno di 300 abitanti ed è ufficialmente inserito nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. Sorge a 264 metri sul livello del mare, incastonato sul Monte Falerio, con lo sguardo aperto verso il Golfo di Salerno. Qui il paesaggio alterna pareti rocciose, vegetazione mediterranea e un mare di un blu compatto, profondo, che segna l’inizio della Costiera Amalfitana.

Albori è spesso definita la “Prima Perla della Costiera”, non per slogan turistico ma per posizione geografica: rappresenta uno dei primi nuclei abitati che si incontrano lungo il tratto costiero tra Vietri e Cetara. Il borgo si sviluppa in verticale, con case addossate le une alle altre secondo logiche difensive antiche, studiate nei secoli per proteggere gli abitanti dalle incursioni dal mare. I vicoli sono stretti, pavimentati in pietra, interrotti da piccole piazze che funzionano ancora oggi come spazi di incontro. Non ci sono grandi flussi, non c’è traffico, il silenzio è reale.

Un centro storico compatto tra architettura mediterranea e memoria storica

Il centro storico di Albori mantiene una struttura urbana compatta, tipica dei borghi collinari della Campania. Le case bianche in pietra e calce, con tegole napoletane e archi bassi, si dispongono lungo percorsi irregolari che seguono l’orografia del terreno. L’impianto non è casuale: la disposizione serrata degli edifici rispondeva a esigenze difensive e climatiche, riducendo l’esposizione ai venti e creando zone d’ombra naturali.

Albori

Il centro storico di Albori mantiene una struttura urbana compatta (Fonte FB @Albori ) – dossiertibet.it

Il cuore religioso del borgo è la Chiesa di Santa Margherita di Antiochia, risalente al Seicento. L’edificio, in stile barocco, presenta una struttura a tre navate e conserva opere attribuite a Belisario Corenzio e a Francesco Solimena, nomi rilevanti nel panorama artistico tra XVI e XVII secolo. L’arco trionfale che introduce alla navata centrale rappresenta uno degli elementi architettonici più significativi. Non si tratta di un semplice luogo di culto, ma di un riferimento identitario per la comunità locale.

Passeggiare tra i vicoli significa osservare dettagli che raccontano un’economia agricola e marinara. Piccole nicchie votive, scalinate ripide, terrazze affacciate sul mare. L’assenza di grandi monumenti non è un limite, ma una caratteristica precisa: il valore di Albori risiede nella coerenza architettonica, nella continuità tra costruito e paesaggio.

Dal punto panoramico del borgo lo sguardo abbraccia il tratto costiero che collega Vietri sul Mare a Cetara. Il mare appare vicino, ma per raggiungerlo occorre scendere. Questo dislivello è parte dell’esperienza. Non a caso il borgo è stato inserito nel circuito nazionale che valorizza i centri storici minori, selezionati per integrità urbanistica e qualità ambientale.

Mare, trekking e tradizione gastronomica: un equilibrio naturale

Il tratto costiero di riferimento è noto come Marina di Albori. La spiaggia è piccola, incastonata tra pareti rocciose, raggiungibile attraverso una scalinata di circa 200 gradini che parte dalla strada principale della costiera. L’accesso richiede un breve percorso a piedi lungo la roccia, ma proprio questa caratteristica ha preservato l’area da interventi invasivi. Il mare qui è limpido, con fondali rocciosi e acqua profonda. È presente un lido stagionale e un punto ristoro, integrati nel contesto naturale.

Albori non è solo mare. Dal centro abitato parte un sentiero che conduce verso la vetta del Monte Falerio, attraversando tratti boschivi e pendii con vegetazione mediterranea. Il percorso consente di osservare il sistema montuoso dei Monti Lattari, dorsale che caratterizza l’intera Costiera Amalfitana. Lungo il tragitto si incontrano piccole sorgenti naturali, tra cui la sorgente del Cesare, utilizzata storicamente dagli abitanti.

Il dislivello è moderato ma il terreno, in alcuni punti, risulta irregolare. Il sentiero alterna zone ombreggiate a tratti aperti con vista sul Golfo. Non è un itinerario tecnico, ma richiede attenzione e scarpe adeguate. Questo collegamento diretto tra borgo e montagna rafforza il carattere duplice di Albori: collina e mare nello stesso spazio visivo.

Sul piano gastronomico, la tradizione segue quella tipica della Costiera. Tra i piatti locali compaiono le penne “alla cuppitiello” con verdure di stagione, preparazioni a base di pesce insaporite con limone sfusato amalfitano, e specialità come le “palle di ciuccio”, crocchette di patate in versione agrodolce. I limoni, coltivati sui terrazzamenti, rappresentano una produzione simbolo dell’area. Dal loro succo si ottiene il limoncello, liquore tradizionale diffuso lungo tutta la Costiera Amalfitana.

Albori si colloca quindi in un equilibrio preciso: un borgo collinare affacciato sul mare, con un centro storico compatto, un sistema naturale ancora leggibile e una tradizione gastronomica coerente con il territorio. Non è una meta di massa, non ospita grandi strutture ricettive, ma conserva elementi urbanistici e ambientali che ne giustificano l’inserimento tra i Borghi più belli d’Italia. La sua forza sta nella misura, nella dimensione raccolta, nella continuità tra paesaggio e architettura.

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