Tibet, India e Birmania:diritti negati e condizione delle donne
“Ancora oggi, purtroppo, un gran numero di Paesi viola intere popolazioni nel più intimo ed elementare dei diritti: il diritto all’esistenza. E, non di rado, a pagare il prezzo più alto sono le categorie sociali più deboli e meno tutelate, come le donne e i bambini”. Lo hanno affermato i consiglieri regionali Mariacristina Spinosa e Giampiero Leo, referenti dell’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet in apertura del convegno I diritti negati e la condizione delle donne: testimonianze da Tibet, India e Birmania, organizzato venerdì 15 dicembre dalla stessa Associazione presso il cinema Empire di Torino.
Moderate da Simona Massera, specializzata in volontariato internazionale, sono intervenute autorevoli esperte del settore.
Simone Ovart, presidente della sezione italiana del Fondo per lo sviluppo delle Nazioni Unite e Dechen Dolkar dell’associazione Donne tibetane in Italia hanno denunciato gli abusi del governo cinese contro le donne tibetane, sottoposte a operazioni di sterilizzazione forzata o private dei figli appena nati, uccisi con iniezioni di alcol a 90 gradi alla testa.
Lucia Penazzi di Amnesty International ha dato voce al terrore cui sono costrette a vivere le donne birmane dello stato di Shan, dove lo stupro è utilizzato dal regime militare come arma da guerra contro il desiderio di
autodeterminazione del popolo.
Costrette a cercare rifugio nella vicina Thailandia, le donne cadono spesso vittima dello sfruttamento e della prostituzione.
Khushboo Chanana della Comunità indiana di Torino ha affermato che, nonostante l’approvazione di alcune leggi, l’India debba ancora compiere un lungo cammino per
l’emancipazione delle donne, per lo più relegate ai margini della vita economica e sociale. E ha ricordato la piaga degli aborti selettivi, che incrementano la popolazione maschile a discapito di quella femminile, e la barbara usanza di sfigurare il volto delle donne con l’acido se rifiutano un corteggiamento o un matrimonio combinato.
Cecilia Brighi del Dipartimento internazionale della Cisl - infine - ha evidenziato come le donne siano in troppi casi le prime vittime di chi viola i diritti umani e come, in un mondo in cui i conflitti paiono accentuarsi in maniera esponenziale, Tibet, Birmania e India sostengano i propri diritti ricorrendo alla nonviolenza.
I lavori si sono conclusi con la proiezione del film Water - della regista indiana Deepa Metha, che narra il destino di emarginazione e di espiazione cui sono costrette le vedove Indù.



