Tenzin Delek : appello della Segreteria Confederale CGIL
Da qualche giorno è scaduto il termine della sospensione dell'esecuzione di Tenzin Delek Rinpoche, influente lama buddista, condannato alla pena capitale il 2 dicembre 2002, con una sospensione di due anni dell'esecuzione della sentenza, dal Tribunale popolare di grado intermedio di Kardze (Ganzi) nella Prefettura autonoma tibetana di Kardze nella Provincia del Sichuan.
La CGIL ribadisce il proprio appello per l'abolizione della pena di morte, sollecita una moratoria immediata sulla pena capitale in Cina ed invita le autorità cinesi a commutare senza indugio la pena di morte comminata a Tenzin Delek Rinpoche.
La CGIL condanna energicamente l'esecuzione, avvenuta il 26 gennaio 2003, di Lobsang Dhondup, assistente di Tenzin Delek Rimpoche, condannato dallo stesso tribunale, con le medesime accuse. In ambedue i casi la condanna appare motivata da reati politici.
La CGIL invita il Procuratore capo della Procura popolare della Provincia del Sichuan e il Governatore del governo popolare della Provincia del Sichuan a adoperarsi in ogni modo per impedire l'esecuzione di Tenzin Delek Rinpoche e a garantire che Tenzin Delek Rinpoche non subisca maltrattamenti in carcere; chiede l'immediata revisione del caso ed invita le autorità cinesi a fare tutto quanto è in loro potere per imporre il rispetto delle norme giuridiche umanitarie e dei diritti umani internazionali e, in particolare, per garantire processi legali internazionalmente riconosciuti per le persone arrestate.
Invita, inoltre, il governo della Repubblica popolare cinese ad intensificare il dialogo in corso con i rappresentanti del Dalai Lama, al fine di giungere quanto prima ad una soluzione della questione del Tibet che sia accettabile per ambo le parti.
La CGIL continua la sua pressione verso le Istituzioni italiane ed europee per il mantenimento dell'embargo UE sul commercio di armi con la Repubblica popolare cinese e delle restrizioni nazionali vigenti su tali vendite di armi. Ritiene, infatti, che tali misure vadano mantenute finché finché la Repubblica popolare cinese non avrà compiuto passi concreti verso il pieno rispetto dei diritti dell'uomo nel paese (inclusi i diritti alla libera organizzazione sindacale e alla contrattazione collettiva), tra l'altro ratificando la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici e rispettando pienamente i diritti delle minoranze.
Maria Teresa Di Salvo
Segretaria Confederale Nazionale Cgil
Responsabile politiche internazionali
Roma, 20 dicembre 2004



