Risoluzione del Parlamento europeo su Tibet e Hong Kong
Il Parlamento europeo ,
– viste le sue precedenti risoluzioni sul Tibet e sulla situazione dei diritti umani in Cina,
– viste le sue risoluzioni del 18 novembre 2004(1) , 13 gennaio 2005(2) e 27 ottobre 2005(3) sul caso del lama Tenzin Delek Rinpoche, imprigionato e torturato, e pertanto in pericolo di vita,
– vista la sua precedente risoluzione su Hong Kong del 19 novembre 2002(4) ,
– vista la dichiarazione congiunta dell'ottavo vertice UE-Cina che si è tenuto a Pechino il 5 settembre 2005,
– vista l'assenza di progressi nel dialogo sui diritti umani tra l'Unione europea e la Cina,
– visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
Tibet
A. considerando che, dall'ottobre 2005, funzionari cinesi stanno conducendo una campagna di "educazione patriottica", nell'ambito della quale i tibetani sono costretti a firmare dichiarazioni con cui denunciano Sua Santità il Dalai Lama come un pericoloso separatista e proclamano il Tibet "parte della Cina",
B. considerando che il giovane monaco tibetano Ngawang Jangchub è morto nell'ottobre 2005 durante una sessione di "educazione patriottica" nel monastero di Drepung a Lhasa, in circostanze misteriose che non sono ancora state chiarite,
C. considerando che cinque monaci tibetani del monastero di Drepung a Lhasa, che si erano rifiutati di firmare le dichiarazioni, sono stati arrestati il 23 ottobre 2005 e imprigionati nei centri di detenzione dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza nei rispettivi luoghi di origine e probabilmente sono stati sottoposti a torture,
D. considerando che non è ancora chiaro se vi sono stati altri arresti di questo tipo,
E. considerando che oltre 400 monaci tibetani del monastero di Lhasa hanno protestato pacificamente contro l'imprigionamento dei loro confratelli e che molti di essi sono stati respinti con violenza nei rispettivi alloggi dalla Polizia armata del popolo cinese e dalle Forze speciali dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza,
F. considerando che il monastero di Drepung a Lhasa, con le migliaia di persone che vi risiedono, è stato chiuso ermeticamente dalle Forze speciali e che, dal 25 novembre 2005, nessuno è autorizzato a entrare o a uscire dagli edifici,
G. considerando che Tenzin Delek Rinpoche è tuttora detenuto e che non si hanno informazioni sul suo stato di salute,
H. considerando che il relatore speciale della Commissione sui diritti umani delle Nazioni Unite sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, Manfred Nowak, inumani o degradanti, che si è recato in Cina dal 20 novembre al 2 dicembre 2005, ha confermato, sulla base delle informazioni ricevute nel corso della sua missione, che in Cina vengono utilizzati numerosi metodi di tortura ed è convinto che la pratica della tortura sia tuttora diffusa in Cina,
Hong Kong
I. considerando che, domenica 4 dicembre 2005, decine di migliaia di persone hanno partecipato a una marcia organizzata a Hong Kong per chiedere l'instaurazione di un sistema pienamente democratico,
J. considerando che il Capo dell'esecutivo è attualmente designato da un comitato costituito da circa 800 residenti di Hong Kong scelti dalle autorità cinesi,
K. considerando che, a norma degli articoli 45 e 68 della Legge fondamentale di Honk Kong, in futuro la designazione del Capo dell'esecutivo e di tutti i membri del Consiglio legislativo dovrebbe avvenire a suffragio universale,
Tibet
1. chiede al governo della Repubblica popolare cinese di chiarire le circostanze della morte del giovane monaco tibetano Ngawang Jangchub nel corso della sessione di "educazione patriottica" nell'ottobre 2005;
2. è profondamente preoccupato per le condizioni di salute dei cinque monaci arrestati il 23 novembre 2005 al monastero di Drepung;
3. esorta il governo della Repubblica popolare cinese a provvedere immediatamente alla liberazione dei monaci dai centri di detenzione dell'Ufficio di Pubblica Sicurezza;
4. invita il governo della Repubblica popolare cinese a fornire tutte le informazioni relative alle condizioni di detenzione dei monaci e in particolare a rispondere alle accuse riguardanti la tortura e l'eventuale arresto di un maggior numero di persone;
5. esorta il governo a sospendere immediatamente l'isolamento del monastero di Drepung a Lhasa;
6. esorta le autorità cinesi a mettere fine alla campagna di "educazione patriottica", a rispondere in maniera proporzionata alle proteste nonviolente e a non violare i diritti umani dei manifestanti ricorrendo alla violenza fisica nei loro confronti;
7. invita il Consiglio e la Commissione ad affrontare con fermezza la questione con le autorità cinesi nel quadro del dialogo sui diritti umani tra l'Unione europea e la Cina; auspica che tale dialogo diventi più efficace, al fine di portare a un sostanziale miglioramento della negativa situazione dei diritti umani in Cina;
8. chiede nuovamente la liberazione immediata di Tenzin Delek Rinpoche;
9. ribadisce il proprio appello per l'abolizione della pena di morte e per una moratoria immediata sulla pena capitale in Cina;
10. esorta il governo della Repubblica popolare cinese a rispondere agli appelli internazionali per il miglioramento della situazione dei diritti umani in Cina e a garantire il rispetto della libertà di religione, di espressione e politica e, in particolare, a liberare tutti i prigionieri condannati a causa delle loro attività religiose;
11. invita nuovamente il governo della Repubblica popolare cinese a migliorare le condizioni di detenzione nelle sue prigioni, a sospendere e ad abolire la tortura dei detenuti, nonché a mettere fine alle continue violazioni dei diritti umani del popolo tibetano e di altre minoranze, nonché a garantire il rispetto delle norme internazionali in materia di diritti umani e del diritto umanitario;
12. invita il Consiglio e gli Stati membri a mantenere l'embargo dell'Unione europea sulla vendita di armi alla Repubblica popolare cinese e a non allentare le restrizioni vigenti su tali vendite;
13. invita il governo della Repubblica popolare cinese a proseguire il dialogo con i rappresentanti di Sua Santità il Dalai Lama;
14. esorta la Conferenza dei presidenti a invitare Sua Santità il Dalai Lama a intervenire dinanzi al Parlamento europeo nel 2006;
Hong Kong
15. ricorda che la Legge fondamentale di Hong Kong prevede che in futuro il Capo dell'esecutivo di Hong Kong sia eletto a suffragio universale;
16. invita le autorità di Hong Kong:
- a fissare un calendario per l'applicazione del suffragio universale che sia accettabile per tutti i partiti democratici e per i cittadini,
- ad abolire il sistema di nomina nel Consiglio distrettuale,
- a sostituire la votazione da parte della associazioni professionali e di categoria con un sistema di voto individuale per i collegi elettorali funzionali del Consiglio legislativo,
- ad ampliare l'elettorato della commissione elettorale;
17. auspica che il Capo dell'esecutivo e tutti i membri del Consiglio legislativo siano designati con un sistema elettorale basato sui principi della democrazia pluripartitica, della responsabilità del governo di fronte all'organo legislativo e di una governance veramente efficace che apporti chiari benefici a tutti i cittadini di Hong Kong;
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18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al governo della Repubblica popolare cinese e al Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, al Capo dell'esecutivo nonché al Consiglio esecutivo e al Consiglio legislativo di Hong Kong, al Governatore della Provincia del Sichuan e al Procuratore capo della Procura popolare della Provincia del Sichuan.
(1) GU C 201 E del 18.8.2005, pag. 122.
(2) GU C 247 E del 6.10.2005, pag. 158.
(3) Testi approvati, P6_TA(2005)0416.
(4) GU C 31 E del 5.2.2004, pag. 261.



