Ricordando Ciampa Ghiatso

Nella notte è deceduto il Ven.Ghesce Ciampa Ghiatso.
Siamo vicini ai suoi discepoli che perdono una guida preziosa.
Noi lo ricordiamo come instancabile testimone della tragedia del suo Popolo e siamo certi rimarrà a lungo nelle menti e nei cuori di chi lo ha conosciuto.

i militanti della "Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano"

Ghesce Ciampa Ghiatso era nato nel Dham ( Tibet ) nel 1932. Primo di sette fratelli di una famiglia nomade, fu chiamato Pelghie. Da piccolo si ammalava spesso, tanto da rischiare talvolta la vita, ma la sua salute migliorò notevolmente all’età di quattro anni. In quell’anno un lama Nyingma predisse che il bambino avrebbe lasciato la casa all’età di tredici anni per diventare monaco e che non avrebbe mai avuto problemi di sostentamento. A sette anni ricevette i voti intermedi di rinuncia dal famoso Purciog Jamgon Rinpoce, del monastero di Sera Je. Rinpoce, noto come manifestazione del futuro buddha Maitreya, diede al ragazzo il nome di Ciampa Gyatso, che significa Oceano d’Amore.
All’età di tredici anni egli lasciò la famiglia per andare a studiare nel monastero di Sera Je nei dintorni di Lhasa, proprio come era stato predetto nove anni prima.
A sedici anni Ciampa Ghiatso cominciò gli studi accademici di filosofia buddhista . Fu a Sera che Ciampa Ghiatso incontrò Thubten Yesce, che più tardi sarebbe divenuto uno dei suoi più cari amici .
In quel periodo Ciampa Ghiatso ricevette l’ordinazione di monaco novizio dal grande maestro Tag Rig Dorje Ciang.Incoraggiato dal suo guru Ghesce Tasci Bum, all’età di ventidue anni ricevette l’ordinazione completa.
La vita di Ciampa Ghiatso cambiò bruscamente nel 1959, quando l’occupazione cinese costrinse lui e migliaia di altri tibetani ad abbandonare la propria terra natia. Il 27 marzo 1959, lasciandosi alle spalle i suoi preziosi testi, le sadhane e ogni avere, su consiglio del suo guru si unì a un gruppo di trentacinque persone, insieme a Thubten Yesce, per fuggire attraverso il Bhutan e raggiungere, alla fine, l’India. Il viaggio fu duro e quando Ciampa arrivò a Buxa, in India, era molto malato. Fu immediatamente accolto nell’ospedale locale, dove rimase per cinque mesi per poi passare in un ospedale più grande nel Rajastan, dove rimase circa un anno e mezzo.

Nel 1961, dopo circa due anni di ospedale, Ciampa ritornò per sei anni ai suoi studi e ai suoi dibattiti, stavolta nell’insediamento monastico di Buxa. Nel 1967, con altri cinquanta monaci, entrò nel Programma di Studi Buddhisti appena istituito nell’università sanscrita di Varanasi, dove nel 1970 ottenne il titolo di aciarya. Quindi, su richiesta del dipartimento per gli affari religiosi del governo tibetano, egli continuò i suoi studi al collegio tantrico Ghiu Me. L’anno successivo, dopo aver sostenuto esami approfonditi nei tre monasteri di Sera, Ganden e Drepung e dopo aver sostenuto il dibattito a Dharamsala, durante il festival di preghiera annuale del 1972, egli divenne un ghesce lharampa, il più alto titolo di studio conferibile.

Ghesce Ciampa Ghiatso passò gli anni successivi aiutando a dissodare la terra, donata dal governo indiano al collegio tantrico Ghiu Me, finché il dipartimento per gli affari religiosi non gli chiese di prendere parte a un nuovo programma di ricerca all’Istituto Tibetano Superiore di Varanasi.

Dopodiché tornò al Ghiu Me, dove ricevette una lettera di invito dal suo vecchio amico Lama Thubten Yesce. Per diversi anni Lama Yesce aveva insegnato il buddhismo a un numero sempre più crescente di occidentali e ora sollecitava l’aiuto di Ghesce Ciampa Ghiatso, chiedendogli di andare a insegnare in Occidente. Ghesce Ciampa Ghiatso acconsentì.
Nel 1980 partì per l’Italia dove da allora è stato la guida spirituale dell’Istituto Lama Tzong Khapa.

(Estratta da Una pioggia di nettare inesauribile, Istituto Lama Tzong Khapa, Pomaia, 1998.)