Prodi a libro paga di Pechino
L’ex presidente del Consiglio nei giorni scorsi ha firmato un contratto (milionario) da anchorman per la Cctv, la televisione di Stato cinese.
Nel febbraio di quest’anno, quando un incendio distrusse il quartier generale della Cctv a Pechino con una vittima e molti feriti sia tra i vigili del fuoco che tra i dipendenti, il canale non diede nemmeno la notizia.
Solo grazie a internet e ai blog la cosa venne risaputa in tutto il paese e accolta con generale soddisfazione e ironia. Un blog molto noto, Han-Han scrisse : “L’autocastrazione corrisponde perfettamente all’immagine della Cctv, che tra i media-eunuchi è la numero uno del mondo”.
All’epoca il Financial Times riportò questo giudizio di un anonimo (per motivi di sicurezza) esponente dell’industria mediatica cinese: “Non c’è nessuno in Cina che non sia stato contento per l’incendio della Cctv, il modo tirannico con cui quell’organizzazione domina il mondo dei media gli ha fatto guadagnare l’odio generalizzato, persino da parte dei suoi dipendenti”.



