Perseverare è diabolico!

Al Direttore del quotidiano “ La Stampa”
Egregio Direttore ,
pur apprezzando il fatto che sia stata infine pubblicata sul Suo giornale la lettera del Sign .Fava, responsabile della Falun Dafa Italia,dobbiamo ricordarLe che nella nostra lettera del 31/8/2005 chiedevamo che fosse pubblicata , con lo stesso risalto dato all’articolo del Sisci ,una rettifica di quanto affermato dal vostro collaboratore.
Così non è stato ed anzi apprendiamo che l’articolista si ritiene oggi addirittura “intimidito”dalle legittime richieste rivoltegli dai praticanti della Falun Dafa. Francamente siamo allibiti!
Per memoria Le citiamo l’articolo apparso il 30 Agosto:
(…)La lista dei terroristi potenziali in Cina in teoria è lunghissima. Ci sono i soggetti noti, come gli Uiguri che vorrebbero l'indipendenza della regione occidentale dello Xinjiang, che per loro è il Turkestan orientale.
Ci sono i seguaci di varie sette, gente come i Falun Gong che nel 2001 si sono dati fuoco a piazza Tienanmen e che ora potrebbero imitare i vicini giapponesi quelli che negli anni '90 sparsero polvere chimica mortale nella metropolitana. Ci sono gli operai licenziati che furibondi, già più volte in passato si sono imbottiti di tritolo e si sono fatti esplodere sugli autobus.(…)

Se l’italiano ha un senso le affermazioni dell’estensore dell’articolo sono inequivocabili.
Dalla nota che il Sign. Sisci ha poi voluto fosse pubblicata oggi ,accanto alla lettera del responsabile della Falun Dafa ,si evince che il suo collaboratore non solo non conosce la verità dei fatti ma forse non è nemmeno in grado di capire il senso di quello che scrive.
Il problema non è solo l’”informazione” , che per quanto faziosa possa essere non è mai censurabile.
Quelle espresse nell’articolo non sono opinioni ma deliberate distorsioni dei fatti, accuse gratuite e infamanti.
I praticanti della Falun Dafa , i patrioti del Turkestan Orientale , i lavoratori che lottano per i diritti fondamentali non hanno mai compiuto atti di terrorismo e non possono quindi essere additati come “potenziali”responsabili di gesti criminosi.
Terrorista semmai è il regime che li perseguita, che li tortura,che li uccide.
Ricordiamo ancora le analoghe sortite durante la persecuzione del popolo ebraico, quando anche autorevoli quotidiani italiani riproponevano dalle loro colonne le tesi naziste sul “complotto giudaico”.
E non abbiamo nessuna intenzione di assistere passivamente alla riproposizione di simili campagne volte a giustificare il genocidio di quanti si oppongono ad un regime dittatoriale.
Ma per fortuna noi viviamo in un paese libero dove la legge ancora tutela contro la denigrazione e la calunnia, che distingue la verità dalle veline del Partito Comunista Cinese.
Ed alla magistratura ora ci riserviamo di ricorrere per ristabilire la verità dei fatti.
Cordiali saluti.

Claudio Tecchio