Embargo : l'On.Laura Cima deposita mozione alla Camera dei Deputati
La Camera,
premesso che:
l'embargo dell'Unione Europea sulle forniture di materiale militare alla Cina è in vigore da quindici anni, a seguito della repressione sanguinosa del movimento democratico, guidato soprattutto dalle proteste degli studenti universitari, che sfociò nella strage di Piazza Tienanmen il 4 giugno 1989;
da oltre un anno la Cina preme per la rimozione dell'embargo
sostenuta anche da Francia, Germania e Italia, mentre altre
nazioni, come Regno Unito ed Olanda, sono contrarie ad accogliere la
richiesta;
in due diverse Risoluzioni, la prima del 22 dicembre 2003 e l'ultima
del 17 novembre 2004 il Parlamento Europeo ha ritenuto opportuno
mantenere tale misura in attesa di “passi concreti” da parte della
Cina sul fronte del rispetto dei diritti umani;
Amnesty International in un documento presentato nei mesi scorsi a
Bruxelles denuncia che la situazione dei diritti umani in Cina
presenta ancora un quadro drammatico: centinaia di migliaia di
persone continuano ad essere arrestate in tutto il paese in
violazione dei fondamentali diritti umani, condanne a morte ed
esecuzioni hanno luogo puntalmente al termine di processi irregolari,
i maltrattamenti e le torture sono tuttora diffusi e sistematici, la
libertà di espressione e di informazione resta fortemente limitata;
la Cina è il Paese in testa alla macabra classifica con il maggior
numero di esecuzioni capitali, superiore da solo alla somma di quelle
eseguite nel resto del mondo;
nel corso del settimo vertice annuale Ue-Cina svoltosi all'Aja in
Olanda dal 7 al 9 dicembre u.s., la Ue ha confermato la propria
volontà politica di continuare a lavorare a favore di una sospensione
dell'embargo alla Cina che sarà però possibile quando saranno
operative nuove regole in materia di rispetto dei diritti umani e
delle minoranze, ed ha ricordato ai cinesi che queste sono condizioni
fondamentali non solo per i governi ma anche per lopinione pubblica
europea;
all'Aja i cinesi hanno firmato la Convenzione Onu in materia di
diritti civili, ma l'Europa continua ad essere preoccupata perché la
Cina non ha ancora adattato la legislazione nazionale per recepirla;
dal 6 al 9 dicembre scorso il Presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi si è recato in missione in Cina accompagnato oltre che
dai Ministri degli Esteri, Attività Produttive, Ambiente e Beni
Culturali, anche da una folta delegazione composta da oltre duecento
imprenditori, rappresentanti di 19 tra le maggiori imprese del nostro
Paese e da quelli di cinque banche, a dimostrazione dell'enorme
interesse economico-commerciale dell'Italia nei riguardi di un Paese
che sta vivendo una straordinaria fase di sviluppo in rapida
espansione;
il Presidente Ciampi nelle sue dichiarazioni ha affermato che
l'Italia guarda con favore all'abolizione dell'embargo sulle
esportazione di armi e lavora attivamente per renderla possibile;
è pronto per essere discusso in Aula, il Disegno di legge AC4811,
già approvato in via preliminare dalla Commissione Esteri della
Camera, con il quale il Governo vuole ratificare un accordo con la
Cina "nel campo della tecnologia e degli equipaggiamenti militari"
che, tra l'altro, prevede non meglio specificate "acquisizioni e
produzioni congiunte" di tipo militare, riconoscendo gli "sforzi e
successi della Cina in favore della pace e stabilità interna e in
tutta l'area orientale";
il Disegno di legge 4811 ratifica un accordo bilaterale stipulato
tra i ministeri della Difesa di Italia e Cina nel 1999 a rinnovo di
un primo accordo decennale del 1989 bloccato dai fatti di Tienamen
che determinarono l'embargo dell'Unione Europea sulle forniture di
materiale militare a Pechino;
impegna il Governo:
in qualità di membro dell'Unione Europea, a subordinare i rapporti
economico-commerciali con la Cina ad atti concreti verso il pieno
rispetto dei diritti umani richiedendo in particolare la sospensione
della pena di morte;
a promuovere in ambito europeo azioni che permettano adeguati
controlli e monitoraggi in Cina, affinché alla firma della
Convenzione Onu in materia di diritti civili e politici, segua un
solerte e dettagliato adeguamento della sua legislazione nazionale.
Laura Cima
Paolo Cento
Mauro Bulgarelli
Marco Lion
Alfonso Pecoraro Scanio
Luana Zanella
Marco Boato



