In Corea del Nord esplode la fame
Le scarse e frammentarie notizie che giungono dalla Corea del Nord fanno ormai pensare che in quel paese si stia consumando una tragedia di immani proporzioni.
Milioni di persone sono ormai prive di qualsiasi mezzo di sostentamento.
I raccolti , già scarsi , vengono in buona parte confiscati dai commissari politici che riforniscono uno dei più grandi eserciti dell’Asia.
La popolazione , allo stremo , non può più contare nemmeno sugli aiuti umanitari che vengono sistematicamente dirottati verso i granai dell’esercito e le dispense dei funzionari di partito.
Parlare di catastrofe umanitaria è riduttivo. Il paese è letteralmente imploso.
In alcuni villaggi si sono già verificati i primi casi di cannibalismo.
Controllo poliziesco e delazione di massa , intimidazioni e arresti , tortura a lavori forzati hanno ridotto al silenzio una già flebile opposizione .
Senza più speranze i coreani fuggono l’apocalisse.
Ma i confini sono stati sigillati , e non c’è più nessuna possibilità di trovare rifugio nei paesi confinanti.
E a chi , nonostante i controlli , cerca ancora di fuggire da questa tetra prigione a cielo aperto non tocca miglior sorte.
Chi ha trovato rifugio ( sic! ) in Cina viene arrestato e ricondotto in Corea , dove ad attenderlo ci sono o la fucilazione o il campo di lavoro a vita.
Infatti quei pochi che nei mesi scorsi erano riusciti a raggiungere la ambasciate straniere a Pechino sono stati arrestati dalla polizia cinese ; polizia che ha ripetutamente violato le sedi diplomatiche pur di riconsegnare ai “compagni coreani” i fuggitivi.
Un’intera generazione rischia così di morire di fame e di stenti.
Le poche , squallide ,scuole vengono disertate perché i genitori costringono i figli ad andare alla disperata ricerca di qualche erba da cuocere, di radici da cucinare. Nemmeno nei grandi centri urbani l’infanzia è al riparo da vessazioni e rinunce. Nella capitale per un pugno di riso migliaia di bambini , ogni giorno , sono costretti ad estenuanti esercitazioni per prepararsi a celebrare gli anniversari del despota , per festeggiare una qualche “conquista” delle sue feroci “avanguardie del proletariato”.
E la lista degli orrori potrebbe continuare : lavoratori ridotti in schiavitù , religiosi umiliati e offesi .
Nessuno però osa denunciare quanto accade a milioni di uomini e donne che hanno la sola colpa di essere nati in un “paradiso comunista”.
Nessun uomo politico italiano ha mai avuto il coraggio di stigmatizzare lo sterminio di un intero popolo.
L’O.N.U., l’Unione Europea,gli Stati Uniti ed i suoi alleati , strenui difensori del diritto internazionale , fautori dell’ingerenza umanitaria , paladini dei diritti umani , tacciono.
I cattocomunisti del variopinto mondo noglobal hanno finto di non sapere cosa accade in questo girone infernale.
E questo perché la Corea del Nord era e rimane un protettorato cinese e nell’attesa che i dirigenti di Pechino decidano con calma le sorti del paese , e della sua classe dirigente , un intero popolo muore di fame! Semplice e tragico.
Ed ora il mondo scopre la “minaccia nucleare”che il “Caro leader”utilizza per ricattare i paesi liberi.
In realtà da anni il monarca comunista ammassa ordigni nucleari nella cui produzione ha investito buona parte della "ricchezza"nazionale e dei proventi dei suoi loschi traffici.
Dopo aver sperimentato, prodotto e venduto a mezzo mondo vettori di ultima generazione ora si propone semplicemente come miglior fornitore di armi di distruzione di massa a tutte le dittature, a tutti i network del terrore, del pianeta.
Ma a fermarlo non potrà essere un popolo stremato dalla fame e dalla repressione.
Claudio Tecchio



